IL MUSEO DI STORIA NATURALE GIANCARLO LIGABUE – Un’esperienza immersiva da esplorare, toccare, vivere 

di Marta Panico

Vi è mai capitato di attraversare il Canal Grande sul vaporetto e di vedere un palazzo con una maestosa facciata composta da due torrette e decorata da patere, un bassorilievo di forma circolare caratteristico della laguna veneta, formelle e una merlatura di coronamento? Oppure, vi è mai accaduto di perdervi per Campo San Giacomo e accidentalmente ritrovarvi in un giardino, visione rara a Venezia?

Ecco, dovete sapere che proprio lì si erge uno tra i musei più belli della città, il Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue all’interno del Fondaco dei Turchi. 

Questo museo affonda le sue radici in una delle più importanti istituzioni museali veneziane, il Museo Civico e Raccolta Correr, lascito della raccolta privata del patrizio veneziano Teodoro Correr, di cui le collezioni naturalistiche ottocentesche ne costituivano una parte. Alla sua morte, avvenuta nel 1830, Teodoro Correr lasciò in eredità al Comune di Venezia le sue collezioni e l’edificio di Ca’ Correr, di cui ancora oggi si può vedere l’ingresso adiacente proprio all’entrata del Museo di Storia Naturale, con la precisa clausola di farne un museo civico aperto al pubblico, di conservare tali raccolte e di implementarle ulteriormente. 

Oltre al lascito di Teodoro Correr, le collezioni naturalistiche sono state arricchite negli anni da aggiunte importanti e cospicue, tra cui la raccolta ornitologica di Nicolò Contarini (1849), quella etnografica di Giovanni Miani (1862), le raccolte zoologiche di Alessandro Pericle Ninni (1876), alcuni erbari del XVIII secolo e un algario di Giovanni Zanardini (1878 ca), i fossili di Giovanni Battista Spinelli (1880) e ancora una delle collezioni ottocentesche più importanti di oltre duemila preparati anatomici di Enrico Filippo Trois (1923), la cui tecnica ancora oggi ci è in parte sconosciuta. Dal 1975, inoltre, il Museo conserva i resti paleontologici dell’importante spedizione che Giancarlo Ligabue condusse nel deserto del Ténéré, che riportarono alla luce le ossa di due esemplari importantissimi, il coccodrillo Sarcosuchus imperator, e il dinosauro Ouranosaurus nigeriensis, divenuti oggi i simboli del Museo.

Lungo il percorso di visita, articolato in quattro sezioni, non solo sono esposti i preziosissimi reperti delle collezioni sopracitate, ma è anche possibile immergersi all’interno di atmosfere suggestive che introducono al mondo della storia naturale. Le sale si susseguono come un viaggio attraverso le ere più antiche e i secoli più recenti, passando per terre lontane, in cui si può avere un incontro ravvicinato con i reperti e i protagonisti che li hanno portati alla luce. A livello museografico questo viaggio si articola attraversando varie tappe del collezionismo e della museologia scientifica: dalle raccolte etnografiche degli esploratori, passando per la suggestiva Wunderkammer fino ad arrivare alla museografia ottocentesca caratterizzata da grandi vetrine espositive.

La parte finale del percorso, invece, offre una chiave di lettura singolare e innovativa, poiché mette in luce la complessità della natura e le strategie che adottano le forme viventi per sopravvivere. In questa sezione del museo è possibile esplorare ambientazioni immersive che approfondiscono temi come il movimento sulla terra, nell’acqua e nell’aria, offrendo anche una prospettiva unica attraverso gli occhi di alcuni animali. L’allestimento di queste sale permette di vivere una vera e propria esperienza suggestiva e travolgente, dove il coinvolgimento sensoriale avviene fin da subito partendo proprio dal pavimento su cui si cammina. Infine, il percorso espositivo si conclude con la grande galleria dei cetacei, in cui trovano posto uno scheletro di Balenottera comune (Balaenoptera physalus) e quello di un giovane Capodoglio (Physeter catodon) e dove, ancora una volta, è possibile lasciarsi avvolgere dal blu del mondo marino.  

Ma non è una caratteristica solo di questi ultimi ambienti, poiché lungo tutto il percorso espositivo si è chiamati a partecipare attraverso una visita attiva, in cui non è solo importante vedere, ma anche toccare alcuni reperti, esplorare gli spazi e ascoltare i suoni circostanti. Proprio grazie a questo allestimento così emozionante e coinvolgente, dunque, il Museo riesce a comunicare con visitatori diversi e ad approcciarsi a loro in modo diretto, facendoli avvicinare e appassionare alla cultura della storia naturale. Un pubblico in particolare è sempre stato importante nelle scelte del Museo di Storia Naturale ed è quello dei cittadini, dovuto al profondo legame che unisce questo Museo con la sua città, Venezia, per la sua fauna, la sua flora e il suo sistema così delicato. Vengono svolte, infatti, attività di ricerca, con una particolare attenzione a temi legati al territorio locale, consulenze ai cittadini e supporto scientifico agli enti. Infine, il Museo propone diverse attività didattiche per tutte le fasce di età, con al centro tematiche quali la laguna di Venezia, in varie sue declinazioni, la biodiversità e lo sviluppo sostenibile. 

Quindi, che voi siate di Venezia e dintorni o che veniate in visita in questa meravigliosa città o ancora se volete suggerire un percorso alternativo, non dimenticate di visitare il Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue. Lasciatevi trasportare in questo viaggio, costellato da reperti preziosi, che hanno attraversato i secoli per arrivare fino a noi, e lasciatevi affascinare da questo Palazzo, da cui traspira da ogni angolo la storia di Venezia. E infine, non limitatevi a guardare, ma toccate, esplorate, assorbite ciò che vi circonda e rimarrete strabiliati dal Museo di Storia Naturale di Venezia.

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