Scritto da Giorgia Velluti
Siamo in attesa della primavera, a Venezia l’inverno non sembra voler cessare di esistere e il sole tarda a tornare. Il lento mutare delle stagioni non è altro che un nuovo mese appena iniziato.
Siamo a marzo, in giro per le calli ci sono pochi turisti, il carnevale e le frittelle sono finite, la Biennale si prepara alla sua grande apertura. Allo stesso modo i musei e i palazzi della città aspettano di riempirsi con nuove mostre dedicate all’arte contemporanea. Ma nel frattempo che si fa? Si aspetta. Il vaporetto linea due ha ricominciato a navigare, anche durante le giornate di nebbia, perché l’isola di San Giorgio il 21 febbraio ha inaugurato una nuova mostra fotografica dedicata ad Horst P. Horst, che terminerà il 5 luglio. Quella che celebrava il Casanova è terminata il 2 marzo ed era visitabile in due luoghi: a Palazzo Cini-La Galleria (oltre alla collezione d’arte sacra e rinascimentale di Vittorio Cini, posta al primo piano della casa-museo) e sull’isola di San Giorgio (a lato della chiesa). La grande mostra ha raccontato la Venezia e l’Europa di Giacomo Casanova attraverso disegni originali di Anton Maria Zanetti (principalmente si trattava di maschere e attori del teatro settecentesco), dipinti e vedute della Venezia di un tempo (non troppo diversa da quella di oggi) fatte da Canaletto e Francesco Guardi, scenografie create dal Teatro la Fenice per far immergere il visitatore nella Venezia passata, onorando l’arte teatrale in ogni sua forma. Per ogni fine c’è un nuovo inizio e marzo sembra essere il mese perfetto, viene considerato storicamente dai veneziani come l’inizio dell’anno nuovo, il simbolo di una vera e propria rinascita. Si tratta di una tradizione che risale ai tempi della Repubblica di Venezia e dell’antica Roma, dove marzo era considerato il mese ideale per accogliere le novità. Ne sono testimoni mesi come settembre, ottobre, novembre e dicembre, rispettivamente il settimo, l’ottavo, il nono ed il decimo mese dell’anno secondo questo antico calendario, prima dell’avvento del calendario gregoriano.
Oggi marzo forse è un mese come un altro, ma in una città universitaria come Venezia significa anche che le sessioni d’esami sono terminate e che le lezioni ricominciano. Quindi, che fare tra una lezione e l’altra? Dove aspettare l’arrivo della primavera? Esiste un luogo per fare una pausa ideale, un locale giovane e accogliente che già molti studenti conoscono e frequentano: Hum.us Venezia. Il loro slogan è: STUDIARE, MANGIARE, LAVORARE. Per noi italiani il cibo è sacro, il pranzo è il momento in cui ci riuniamo a tavola e ci fermiamo, il tempo si ferma, e passano ore tra una portata e l’altra, perché oltre al buon cibo c’è anche la compagnia. E sembra proprio necessario citare Virginia Woolf: Non si può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non si ha mangiato bene.
Voglio consigliarvi un posto dove mangiare bene per poi poter pensare, amare, dormire e studiare bene. Hum.us è un locale situato in zona Santa Marta all’interno di Camplus, vicino alle sedi universitarie IUAV e Ca’ Foscari, ed è il luogo ideale per una pausa caffè, un pranzo veloce e leggero o una serata in compagnia di amici. Si definisce un “affinity food space”, ed è una creazione di Camplus, che ha altre sedi in molte città italiane (come ad esempio Firenze e Bologna). Il concetto di “affinity space” sembra un qualcosa di molto raffinato, originale, dal gusto frizzante e americano. La sua origine risiede nella teoria di James Paul Gee (1948) e fa riferimento ad un luogo (fisico o virtuale) dove le persone si aggregano basandosi su interessi comuni (il cibo, in questo caso) piuttosto che su razza, classe o genere. Potremmo definirlo uno spazio di condivisione alimentare, un luogo di affinità, dove ci si incontra attraverso il cibo.
Il menù offerto da Hum.us è vario ed è un luogo aperto a tutti, anche a residenti e turisti sperduti in zona. Tra le proposte culinarie spiccano tante verdure, bowl con salmone, pasta e interessanti varianti vegane e vegetariane. L’ambiente è molto tranquillo, lontano dal caos cittadino e ben riparato all’interno dello studentato di Camplus. Hum.us a Venezia è un rifugio per una pausa serena, tra il verde, i tavoli da ping pong e le sedie colorate in esterno. Ci sono tavoli anche dentro il locale e all’occorrenza potete prenotare per una festa di laurea o altre occasioni. Ma potete anche semplicemente fermarvi a chiacchierare con gli amici mentre ci si gusta un aperitivo, e questo è forse il miglior modo per aspettare la primavera e i nuovi inizi in laguna.

