INLAGUNA – Intervista a Rete Cinema in Laguna 

Scritto da Giorgia Velluti

Venezia è una città d’acqua che incanta e stupisce chiunque la abiti o la visiti, anche solo per poco. L’unicità e la bellezza di Venezia, però, sono custodite anche nelle attività che la città offre, come i festival, in particolare i festival del cinema. 

Non stiamo parlando però dell’iconica e storica Mostra d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia che si tiene ogni anno al Lido, ma di un piccolo festival di cinema lagunare che ha scelto di chiamarsi proprio: InLaguna, un festival di cinema contemporaneo curato da Rete Cinema in Laguna.

Dal 9 al 15 Dicembre 2025 si è tenuta la quinta edizione del festival, ancora una volta ricca ed emozionante, con titoli provenienti da tutto il mondo, opere sperimentali, opere prime e, soprattutto, cinema straordinario, come riporta il loro slogan. INLAGUNA infatti, promette un “panorama di visioni contemporanee, scoperte e cinema straordinario” e, anche quest’anno, il festival non ha deluso le aspettative del suo pubblico.

InLaguna ha avuto diverse aperture nella sua quinta edizione, quasi una celebrazione di cinque anni di impegno e dedizione, ben ripagati visti i risultati. In collaborazione con lo spazio AARDUORK c’è stato un workshop dedicato alle tecniche di racconto espanso, dove il cinema analogico è stato esplorato come forma di un racconto collettivo e poi presentato al pubblico. Si è proseguito con un felice ritorno presso il Consolato Svizzero, con un programma ricco e attento in collaborazione con laLocarno Residency,  la proiezione del film Metropolitan (1990, Whit Stillman) presso il cinema Rossini, dove si è tenuta anche la serata di chiusura con il film Pane e Tulipani (2000, Silvio Soldini). 

Foto di Zoltán Bodó

Il concorso internazionale ha portato sul grande schermo del Teatrino di Palazzo Grassi film provenienti da tutto il mondo, comprese anteprime nazionali e internazionali, nonché ospiti e incontri stimolanti. I vincitori di quest’anno sono stati: 

ARI di Léonor Serraille, Menzione speciale della Giuria

THE SEASONS di Maureen Fazendeiro, Premio “Gianfranco De Bosio”

Daria’s Night Flowers di Maryam Tafakory, Premio della Giuria studentesca

La Giuria ufficiale di questa edizione era composta da: Alice Ongaro Sartori, Daniela Persico e Sara Lazzaro.

L’edizione del 2025 è stata per il team di Rete Cinema in Laguna un successo, tuttimolto entusiasti in particolare della presenza di uno dei più grandi registi viventi di cortometraggi, il britannico John Smith, a cui sono stati dedicati una retrospettiva e un omaggio speciale con la presentazione dei suoi lavori più rappresentativi, oltre a una masterclass e un tributo diffuso durante tutti giorni del festival.  

Inoltre, tra le novità di questa quinta edizione, spicca la nuova sezione Altre Maree che, per la prima volta, ha ampliato la programmazione raggiungendo anche Mestre grazie alla collaborazione con Quarta Parete (collettivo cinematografico), con tre pomeriggi di proiezioni (10, 11 e 12 dicembre al cinema Dante) dedicati al nuovo cinema italiano. 

Ma ora, la parola agli organizzatori del festival, ovvero i molti membri di Rete Cinema in Laguna che ringrazio ancora per il loro tempo.

L’intervista

Come nasce l’idea di questo festival? Cosa vi ha spinti a creare InLaguna, un festival internazionale di cinema indipendente? E come riuscite a sostenere il tutto, mantenendo il biglietto gratuito?

L’idea del festival nasce nel 2021 per ricordare il 28 agosto 2020, data della proiezione de “Il Terrorista” di Gianfranco De Bosio in campo Junghans. Una serata molto speciale che è in un certo senso la nascita di Rete Cinema in Laguna. Una proiezione per la città in un periodo di confinamento, con un film che parla di Resistenza, girato a Venezia e si conclude proprio in quel Campo. Il regista, all’epoca già ultranovantenne, ci fece l’onore di essere presente e da quel momento abbiamo tenuto cara quella data come una sorta di compleanno (anche se a volte, come quest’anno, lo posticipiamo un po’). All’epoca avevamo raccolto la chiamata di Gaia Vianello ad organizzare insieme la proiezione ed è così che si sono create connessioni tra di noi ed è nato poi il progetto di Rete Cinema.

Dopo il primo anno di vita dell’associazione abbiamo sentito l’esigenza di un momento d’incontro e scambio. Quell’anno molte uscite in sala erano ancora bloccate e l’idea curatoriale è stata portare in laguna tutti i film dell’anno che avremmo voluto vedere al cinema, i più sperimentali e significativi, e che non avrebbero trovato spazio nella programmazione cittadina. Oltre a questo, c’era una forte necessità di creare quelli che sarebbero diventati gli INDUSTRY DAYS, ovvero spazi di confronto tra i professionisti del settore cinematografico e audiovisivo locali che vivevano in quel periodo una grande difficoltà lavorativa.

Foto di Zoltán Bodó

La sostenibilità del festival è data da una complessa rete di relazioni, collaborazioni e scambi con persone e realtà del territorio che curiamo tutto l’anno, oltre al supporto di alcuni sponsor, realtà che stimiamo molto e che hanno scelto di sostenerci.

Le prime due edizioni del festival, entrambe estive (la prima a Cosmo Venezia e la seconda a COMBO) prevedevano l’ingresso con la tessera di Rete Cinema in Laguna. Si trattava di un piccolo contributo di 5€ per tutto il festival. Oggi organizziamo delle rassegne durante l’anno che prevedono la sottoscrizione della tessera per sostenerci ma, con la decisione di spostare il festival in pieno inverno, la struttura organizzativa è cambiata coinvolgendo diverse location. Oggi l’accesso al festival è gratuito fatta eccezione per le proiezioni da Circuito Cinema che restano a pagamento, seppure con riduzioni per i soci o prezzi ridotti.

InLaguna esiste da ben cinque anni, un traguardo considerevole. Come organizzate e strutturate ogni edizione? 

Negli anni il festival si è esteso, diffuso in più luoghi e con una durata maggiore. Soprattutto è diventato, per nostra scelta, un festival invernale in un momento di bassa stagione, senza sovrapporsi ad altri eventi amici e dedicato a chi abita la città. È un lavoro costante durante tutto l’anno ma che strutturiamo tra diversi reparti all’interno dell’associazione: il gruppo programmazione, quello dedicato agli Industry, la comunicazione, i progetti con le scuole… Ovviamente molti di noi si ricoprono più ruoli (ora siamo circa una decina) e collaborano in diversi reparti. Manteniamo però dei punti fissi: presentare dei film mai portati in città che si distinguano per la ricerca formale e la forza dello sguardo, con un’attenzione particolare ai modelli produttivi dietro le opere e alle lavoratrici e ai lavoratori del settore

Potete parlarmi della prima edizione e magari anche di una che per voi è stata molto significativa?

Come dicevamo, la prima è stata un’edizione di fine estate, un week-end + una masterclass il lunedì negli spazi di Cosmo, alla Giudecca, allora sede dell’associazione. Un budget minuscolo, l’ingresso al festival con la tessera associativa ma, grazie alla fiducia del primo sponsor che ci ha sostenuti fin da subito, il Ristorante la Corte Sconta, e di Assopace Palestina Venezia siamo riusciti a realizzare la prima edizione e ad avere il nostro primo ospite, di cui andiamo particolarmente fieri: il regista palestinese Kamal Aljafari.

Sicuramente l’edizione del 2024 ha rappresentato per noi un’edizione di svolta, durante la quale il festival è cresciuto moltissimo sia in termini di proposta che di pubblico e che ci ha permesso, stupendo noi stessi per primi, di avere ospiti del calibro di Mathieu Amalric, Radu Jude e Miguel Gomes. La rete di collaborazioni e partner si è ampliata, così come il gruppo operativo e le relazioni già esistenti si sono consolidate permettendoci di sviluppare meglio le varie parti del festival.

Foto di Zoltán Bodó

Un aspetto che apprezzo particolarmente è il trovare il vostro festival sparso per la città di Venezia, il cinema immerge totalmente la laguna. Cosa vi ha spinti a scegliere diverse location in città e come sono nate queste collaborazioni?

Lo spirito collaborativo è quello che ha realmente dato vita a Rete Cinema in Laguna e quindi per noi è stato normale pensare al festival come diffuso in varie location della città e in cui ogni location non fosse intercambiabile. L’aspetto più stimolante del pensare a un festival diffuso è quello di far nascere nuove sezioni, attività e collaborazioni a partire proprio dalle azioni culturali già presenti in laguna. Ad esempio, siamo stati molto contenti di fare anche quest’anno un ciclo di proiezioni al Consolato Svizzero a Venezia dove insieme al team che ne gestisce la programmazione culturale abbiamo sviluppato una proposta che sia sinergica e vada a esaltare la ricerca artistica che portiamo avanti assieme all’azione culturale che il Consolato svolge nella città di Venezia. Questo vuol dire non creare nuovi eventi ma sviluppare un dialogo e una rete tra realtà culturali presenti e attive in città. Poi è anche molto bello quando un festival avvolge completamente la città e i nostri riferimenti ideali di festival sono tutti festival cittadini che si sono svolti e vengono ancora svolti in varie location, come il Torino Film Festival, la Biennale, Locarno ecc.

Molto interessanti sono gli Industry Days organizzati durante il festival. L’anno scorso gli incontri si sono tenuti presso la fumetteria Zazà a Venezia, potete raccontarci di più su questo aspetto? 

Il segmento Industry, dedicato alle professioniste e ai professionisti dell’industria cinematografica, rappresenta una delle due attività fondative dell’APS Rete Cinema in Laguna.

Parallelamente alla diffusione di un cinema di qualità indipendente e all’incontro con gli autori e i registi, l’associazione ha infatti come vocazione prioritaria quella di creare degli spazi di incontro e di networking tra tutti i lavoratori del settore cine-audiovisivo, dove confrontarsi, portare nuovi spunti e punti di vista, segnalare e condividere le problematiche del settore e fare rete. Nel corso degli anni questa attività si è declinata attraverso l’organizzazione di panel, incontri one-to-one tra produttori e autori, riunioni collettive delle maestranze del cinema e workshop. Nell’ambito di InLaguna Film Festival, a partire dal 2021, sono state sviluppate due giornate di incontri, gli Industry Days, interamente dedicate alle tematiche maggiormente sentite nel settore, dalle produzioni locali, ai festival, al ruolo della Fondazione Veneto Film Commission, dal funzionamento dei set ai diritti e i doveri dei lavoratori del cinema. Queste attività si sono potute concretizzare anche grazie alla collaborazione intrapresa con Rete Doc, la più grande cooperativa in Italia che offre servizi educativi, formativi e sociali con un focus speciale sulle discipline artistiche e a Veneto Troupe, la prima associazione di maestranze venete, nata nel 2025 anche attraverso questo percorso di condivisione e confronto collettivo. Proseguendo nella sua linea programmatica, che pone l’accento sulle maestranze “below the line”, durante la 5° edizione di InLaguna Film Festival sono stati proposti dei focus su due reparti cinematografici meno conosciuti ma essenziali alla buona riuscita dell’immagine in movimento, il reparto elettricisti e il reparto macchinisti, attraverso le esperienze dirette di capi reparto e di giovani che si sono recentemente appassionati a questo lavoro.

Al termine di ogni incontro c’è sempre l’immancabile aperitivo “It’s a Wrap!”, momento essenziale per conoscersi e scambiarsi idee e informazioni. Gli Industry Days si sono tenuti sabato 13 e domenica 14 dicembre dalle 17:00 alle 20:00, presso la Fumetteria Super Zazà a Piazzale Roma (Venezia).

Foto di Zoltán Bodó

Che cosa vi aspettate dal vostro festival? Quali progetti avete per il futuro?

L’idea che ci siamo dati per il festival è quella di avere una crescita costante ma sostenibile, quindi da un punto di vista di eventi, budget… Non vogliamo che il festival diventi qualcosa di estremamente grande in poco tempo ma che riesca a costruirsi edizione dopo edizione aggiungendo parti in forma sempre più sostenibile. Di sicuro ci piacerebbe ampliare l’offerta di retrospettiva, quella formativa dedicata alle scuole ma anche tutte quelle attività di contorno che rendono un festival un luogo vivo e di scambio come masterclass, talk, presentazioni e formazione professionale. Bisogna sempre tenere a mente qual è la missione di un festival e provare a non tradirla cercando di diventare qualcosa che non si è, per questo vorremmo mantenere lo spirito iniziale, quello di un festival nato per incontrarsi, scoprire e conoscere.

In questi, ormai cinque anni, che risposta avete avuto dal pubblico veneziano?

Siamo estremamente contenti della risposta del pubblico che ogni anno ci sorprende e va oltre le nostre più rosee aspettative. Va detto che tutte le persone che fanno parte di Rete Cinema in Laguna vengono da esperienze e realtà pregresse e questa contaminazione ha aiutato sempre a coinvolgere diversi pubblici in città. Però l’affluenza a tutti gli eventi che abbiamo avuto in questi anni mostra che Venezia è una città culturalmente viva, incline a proposte culturali fuori dai canoni e partecipe con tutte le sue fasce di pubblico, dai pensionati ai lavoratori, fino agli studenti universitari che affollano le sale del festival.

Io e tutto il pubblico, ma anche chi ancora non ha avuto occasione di venire al festival e lo farà sicuramente, aspettiamo con ansia la prossima edizione di InLaguna.

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