Di Ester Sofia Gastaldi
Artemisia è il collettivo transfemminista della Riviera del Brenta, nato nel 2021, ancora nel pieno della pandemia, sotto lo slogan: “zona fucsia tutto l’anno”.
Artemisia è una fusione simbolica di tre elementi: la pittrice Artemisia Gentileschi, una delle prime donne ad affermarsi nel mondo dell’arte, che, dopo aver subito una violenza da parte di un collega pittore, trasformò il dolore in forza creativa e riscatto; la pianta artemisia, usata da secoli per i suoi effetti curativi, anche contro i dolori mestruali, e assunta come metafora di guarigione per una società patriarcale e oppressiva; e Artemide, dea della caccia, della natura selvaggia e della libertà femminile, protettrice delle donne e dei loro spazi.

Il collettivo si ispira a questi tre simboli importanti e prende vita dal desiderio di creare uno spazio di aggregazione nei territori della provincia. Spesso, infatti, le grandi realtà associative di città hanno caratteristiche e bisogni diversi rispetto a quelle dei piccoli centri: dalla disponibilità di spazi fisici, allo sdoganamento e diffusione di alcuni temi, arrivando fino all’entità delle battaglie ancora da affrontare. Nelle città, molte lotte sono già state combattute e di conseguenza i temi e le dinamiche stringenti sono diversi, i discorsi si muovono su livelli più avanzati, a differenza della provincia in cui c’è una mentalità più chiusa e una maggiore difficoltà anche solo nell’affrontare conversazioni sul sessismo, l’omo e transfobia e l’oppressione. Si parte quindi dalle basi, dalla definizione del transfemminismo e dei suoi temi fondamentali.
Il desiderio di rappresentare ed essere rappresentatə anche nei territori interni, di avere uno spazio sicuro a pochi minuti da casa, di portare le proprie voci negli spazi in cui si è cresciutə, e di costruire una consapevolezza condivisa, dà alle artemisie la spinta per fondare il proprio collettivo.

A giugno 2021 arriva il primo grandissimo traguardo: il Riviera Pride a Dolo. Riuscire a portare una manifestazione come il pride in un paese è un piccolo atto rivoluzionario. Una festa, un momento gioioso e divertente, ma anche una dichiarazione importante: “ci siamo anche qui, abitiamo anche qui”.
Ancora oggi, a quasi quattro anni di distanza dalla prima edizione, il Riviera Pride è uno dei più grandi motivi d’orgoglio per le Artemisie, ma di iniziative e attività ne hanno organizzate svariate: il cinequeer, i laboratori di autoproduzione, e poi aperitivi, workshop, manifestazioni, assemblee aperte e la partecipazione attiva agli appuntamenti più importanti sul territorio.
Spesso non ci rendiamo conto di quanto sia ancora necessario lavorare sull’inclusività, anche all’interno di realtà virtuose e sensibili.
Per questo Artemisa si è resa disponibile per supportare eventi e iniziative locali, per promuovere un approccio più attento e consapevole, contribuendo alla costruzione di programmi realmente inclusivi e spazi sicuri per tuttə.
Anche nelle situazioni che sfuggono agli occhi meno attenti, c’è sempre la possibilità di migliorarsi, di ascoltare le esperienze altrui e agire per far sentire veramente ciascunə a proprio agio.
Durante alcuni interventi nelle scuole del territorio, ad esempio, è stato proposto un laboratorio sul consenso.
Oltre al significato più adulto del termine, legato alla sfera sessuale, si è parlato di come il consenso si eserciti anche nelle piccole situazioni quotidiane: come quando si confida un segreto a un amico e si chiede di non condividerlo, ma questo viene raccontato ad altri senza il nostro permesso.
Un modo semplice e concreto per riflettere sull’importanza del rispetto, della fiducia e dei confini personali, fin da giovanə.

La presenza di realtà come Artemisia è importante per diffondere l’inclusività a ogni livello contribuendo a creare contesti accessibili, accoglienti e sicuri per tuttə, abbracciando e rispettando la diversità di esperienze.
Questi quattro anni non sono stati sempre facili. Confrontarsi con le istituzioni e con il pubblico può essere complesso, talvolta scoraggiante. Ma sono stati proprio il dialogo, le domande e le parole di apprezzamento delle persone di ogni età, a riconfermare alle artemisie l’importanza di ciò che fanno.
Sapere che ci sono persone che hanno una voglia sincera di capire, di imparare e di cambiare è ciò che riempie il cuore e dà loro la forza di continuare.
La speranza è di continuare a crescere, di diventare sempre più numerosə, di portare il cambiamento ovunque: nelle scuole, nelle strade, nelle piazze, negli spazi ricreativi e di comunità dei loro paesi.
Farlo insieme, sostenendosi a vicenda, collaborando con la forza di ideali condivisi, ognunə con il proprio contributo unico, prezioso, nato dal proprio vissuto, dalle proprie esperienze, dalla propria storia.
Perché il cambiamento vero nasce quando ci si riconosce, ci si ascolta e si cammina insieme.
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