Poveglia riparte dal verde: iniziati i lavori in isola 

Scritto da Giulia Bastoni

Il 29 novembre scorso l’associazione Poveglia per Tutti ha dato ufficialmente avvio ai lavori sull’isola. 

Dopo anni di progettazione, sopralluoghi e consulenze tecniche – iniziate ben prima dell’ottenimento della concessione – e dopo la richiesta di autorizzazioni per la costruzione del pontile – agosto 2025 -, ecco il primo passo tangibile sul territorio.

Un passo fatto di mani nere di terra, schiene piegate, sguardi complici e di quel fremito collettivo che accompagna sempre gli inizi destinati a durare.

Per inaugurare questo nuovo capitolo, l’associazione ha scelto una forma semplice e potente: una giornata di piantumazione e cura del verde aperta alla collettività. Circa settanta persone hanno risposto all’appello, raggiungendo l’isola con entusiasmo e determinazione. Non si è trattato solo di piantare arbusti, ma di prendersi cura di un luogo, di immaginarne il futuro e, soprattutto, di sentirlo di nuovo vivo.

I venti arbusti messi a dimora durante la giornata hanno una storia particolare. Provengono dall’installazione Cool Forest, realizzata per la Biennale dallo studio americano SCAPE, e sono stati recuperati grazie a un salvataggio in extremis reso possibile da una rete di realtà del territorio, in particolare da We Are Here Venice ETS. Un passaggio tangibile e tutt’altro che scontato: piante nate per raccontare un’idea che hanno trovato una nuova possibilità, radicandosi ora fisicamente sull’isola.

L’installazione, ospitata all’Arsenale, era pensata per dimostrare il ruolo fondamentale dei boschi urbani nella mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici, così come la straordinaria capacità degli alberi di adattarsi a contesti complessi. 

Su una superficie di circa 45 metri quadrati, il progetto seguiva i principi dell’“accelerated reforestation” del metodo Miyawaki: una tecnica che punta a ricreare ecosistemi forestali densi, resilienti e ad alta biodiversità in tempi relativamente rapidi.

Trasferire una parte di quell’esperienza a Poveglia significa immaginare l’isola come uno spazio capace di rigenerarsi, di rispondere alle sfide ambientali e di tornare a essere un bene comune, vissuto e curato da chi lo attraversa.

Una volta finiti i lavori, il resto della giornata è trascorso lento, sugli scogli, con le fronti baciate dal sole invernale e gli sguardi persi nella laguna piatta e sconfinata.

Tra una chiacchiera e l’altra sono circolati viveri e qualche bottiglia di buon vino; condivisi senza fretta, mentre l’isola faceva da sfondo a conversazioni leggere e pensieri sul tempo appena trascorso.

Questo primo intervento non esaurisce certo il percorso di riqualificazione, ma ne rappresenta l’inizio tangibile sul territorio. Partire dal verde, dal suolo e dalla cura condivisa vuol dire affermare con chiarezza che il futuro di Poveglia passa attraverso le persone e il loro rapporto con il luogo vivo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *