Per chi AMA VENEZIA

Di Giorgia Velluti

Esiste da poco più di due mesi circa, un nuovo spazio dedicato all’arte in una cornice meravigliosa e unica come solo Venezia sa essere. 

Parliamo di AMA VENEZIA, la fondazione situata in Fondamenta Ca’ Vendramin, al civico 2395. 

A due passi dalla zona della Misericordia. Per coloro che conoscono un po’ la città lagunare, la Misericordia è un luogo pieno di vita, con deliziosi bacari lungo la fondamenta; quindi se siete tipi da aperitivo concedetevi uno spritz e poi andate alla scoperta della collezione della mostra, visitabile fino al 29 giugno (ingresso libero) presso AMA VENEZIA.

La mostra, aperta ormai dal 9 aprile 2025, presenta 20 opere della collezione del collezionista d’arte belga Laurent Asscher. Opere che omaggiano e raccontano l’amore di Asscher per l’arte contemporanea, in particolare quella Americana. Gli artisti in mostra per questa prima edizione sono acclamati e talentuosi artisti di fama internazionale, americani di origine oppure trapiantati negli Stati Uniti, parliamo di: Refik Anadol, Elizabeth Peyton, Wade Guyton, Jeff Koons, Lauren Halsey, David Hammons, Florian Krewer, Brice Marden, Jaqueline Humphries, Mohammed Sami, Avery Singer, Rudolf Stingel, Salman Toor, Jordan Wolfson.

Le opere esposte sono principalmente pittoriche, realizzate con diverse tecniche, ad esempio le opere dell’artista Wade Guyton sono frutto dell’uso di una stampante Epson ultrachrome a getto di inchiostro. Mentre l’opera Friends feeding Friends dell’artista afro-americana Lauren Halsey è un’opera a tecnica mista che racconta il suo quartiere nella città di Los Angeles.

Friends feeding Friends dell’artista afro-americana Lauren Halsey

Collocate in uno spazio magistralmente rinnovato dallo studio di architettura veneziano Torsello, le opere sono al centro dell’attenzione di ogni visitatore, impossibile non notarle in uno spazio che omaggia l’arte in ogni sua forma e diventa cornice di un complesso totale rinnovato ed aperto al pubblico gratuitamente.

AMA VENEZIA

L’edificio in passato, già al tempo della Serenissima, era una fabbrica di sapone, divenuto magazzino in seguito ed adibito a diversi usi nel tempo. 

Laurent Asscher ne ha fatto “una casa” per l’arte, ma soprattutto un luogo che echeggia tra il “vecchio” e il nuovo. I muri a mattoni in rossi sono eredi di una storia antica, con più di 600 anni di storia, l’edificio presenta 1000 metri quadrati di spazio espositivo, una culla per donare a questa città un nuovo luogo dedito all’arte contemporanea. Insomma, i turisti da adesso possono aggiungere questa location nelle loro guide turistiche, un luogo da non farsi sfuggire.

AMA VENEZIA, un nome e uno stile di vita. Andrea, Matteo e Alessandro sono i tre nomi legati all’origine di AMA, sono i figli di Laurent Asscher che con le loro iniziali formano la parola AMA, parola che però evoca anche il verbo amare. Tutto ruota attorno all’amore e alla passione del collezionista per l’arte e per Venezia. La fondazione infatti, non è concepita come un museo o una galleria, le opere non sono in vendita e l’ingresso è gratuito per rendere l’esperienza accessibile a tutti. Ogni visitatore che ama Venezia e vuole scoprire nuovi mondi legati all’arte contemporanea è benvenuto, lo spazio è pensato come un luogo multi-funzione in divenire, spazio espositivo in primis ma in futuro anche luogo per workshop e residenze d’artista.

Visitare AMA VENEZIA è un qualcosa di importante, lo spazio è nuovissimo e merita di essere apprezzato in ogni suo dettaglio, perché c’è stata davvero molta attenzione e cura nel rinnovo dell’ambiente che è un’opera d’architettura da ammirare e fotografare. I pavimenti scuri permettono alle opere di riflettersi, come uno specchio d’acqua, tutto evoca e rimanda alla città di Venezia, a partire dalle sedie realizzate da Lorenzo Mason, con quel verde laguna che ricorda i banchi di scuola. 

Il LARRY’S BAR

All’interno dello spazio, oltre alle varie e intense opere esposte, c’è anche il bar, ovvero il LARRY’S BAR. Un vero e funzionante bar (solo per eventi privati, utilizzato al momento per l’opening dello spazio il 5 aprile 2025) dedicato alla figura di Larry Gagosian, un omaggio di Asscherr al suo amico d’arte, ma anche un simpatico richiamo al noto Harry’s bar di Venezia. Nulla è scelto a caso, tutto ha un suo perché da AMA VENEZIA.

All’interno del bar troverete anche altre opere in mostra come Rudolf Stingel, Salman Toor e Brice Marden, oltre a due foto del fotografo Johnny Pigozzi che ritraggono: Larry Gagosian, Charles Saatchi e Leo Castelli nel 1990 a St. Barthes. Un omaggio al mondo dell’arte, un luogo vivente e accessibile, aperto e dinamico. Soprattutto luminoso, di una bellezza che si nutre della luce della laguna di Venezia, della città e dei dettagli della stanza stessa, a partire dall’incantevole tavolo in vetro di murano (collezione Grand Canal), realizzato dal Designer Chahan Minassian. Sono di Marta Sala invece le sedie che i visitatori possono utilizzare per la consultazione dei cataloghi e delle riviste in esposizione. Anche questi dettagli sono stati pensati per rendere l’ambiente un vero e proprio gioiello nella laguna di Venezia, per omaggiare in particolare l’artigianato. 

Sempre nel bar potete infatti notare dei vasi appoggiati sul bancone, dove purtroppo non potete ordinare nessun cappuccino, ma ammirare l’opera placcata in oro e niker di Rudolf Stingel, posta proprio al centro dello specchio. Ma tornando ai vasi, sono opera di Elena e Margherita Micheluzzi (Micheluzzi Glass), che seguendo la scia del padre, Massimo Micheluzzi, oggi realizzano magnifiche opere in vetro, in particolare vasi e bicchieri.

E potrei citarvi ancora una volta il vetro di Murano per portare la vostra attenzione non sulle invitanti bottiglie di liquori e alcolici dai colori ambrati, che ben si sposano con tutto il resto ma sui bicchieri dalla forma accattivante, questa volta realizzati dalla giovane Francesca Torsello, fondatrice del brand +Fragile. Insomma, Venezia c’è, è onnipresente nello spazio e non cessa mai di incantare i suoi visitatori.

FEMALE FIGURE

La mostra aperta dal 9 Aprile termina il 29 giugno 2025, quindi bisogna affrettarsi se si vuole vedere tutto, in particolare l’opera distopica e inquietante ma con quel fascino misterioso ideata da Jordan Wolfson. 

Parliamo di Female Figure, opera del 2014. L’opera è un animatronic, un robot con le sembianze di una donna, appunto una figura femminile. L’esperienza, perché di un’esperienza si tratta, è aperta ad un massimo di 6 spettatori per volta che possono prenotare (gratuitamente) sul sito di AMA VENEZIA il loro slot orario per assistere alla performance. La donna, bionda e in veste da showgirl balla in una stanza bianca, luogo nullo che permette di non identificarlo con nessun posto in particolare, unico dettaglio un ampio specchio, dove lei si riflette ma anche osserva. Female Figure balla a suon di musica pop (riconoscete subito la canzone Applause di Lady Gaga) e accompagnata da un monologo dell’artista, Female Figure interagisce con lo spettatore in un gioco di sguardi, si rivede nello specchio e con quella sua maschera inquietante da strega cattiva sembra minacciare lo spettatore. 

L’opera di Wolfson, come le altre opere esposte, è una bella scoperta, un viaggio dinamico tra innovazione, contemporaneità e stile. 

Vi invito caldamente a scoprire AMA VENEZIA, un nuovo spazio che sicuramente continuerà in futuro a regale bellezza e curiosità in una città che sta diventando sempre più un centro per l’arte contemporanea.

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