Scritto da Ludovica Lancini
In una piccola via di San Donà di Piave sorge quella che a tutti gli effetti era un’ex officina, riconoscibile per il cancello e lo spazio interno riservato alle macchine. Passandoci davanti ora, però, si nota che il metallo è stato verniciato d’azzurro e l’ex parcheggio è tinto di sfumature verdi e gialle, ricco di disegni e intrecci che accompagnano verso l’ingresso di una piccola libreria indipendente.
La Raggiungibile è un luogo magico, una soglia sospesa tra la memoria del passato e la vitalità del presente. Lo spazio esterno è popolato da piante, sedie e oggetti decorati con i motivi del graphic e mural designer Federico Codognotto, incaricato di dar vita alla nuova identità del luogo e tradurla visivamente.
Fondata da Lideny e oggi accompagnata da Tania, Raggiungibile racchiude nel proprio nome l’essenza della sua filosofia: un invito all’apertura, all’incontro, alla prossimità. È “raggiungibile” come lo sono le cose importanti, quelle che si trovano appena dietro l’angolo. I libri, in questo senso, diventano ponti: strumenti per avvicinarsi agli altri, per costruire legami e comunità. Anche il logo – una scala – riflette questa idea. È il simbolo del percorso verso l’alto, ma anche verso l’altro: salire i gradini della conoscenza e della narrazione significa ampliare lo sguardo, scoprire nuovi panorami e rendere accessibile un orizzonte più vasto a chi decide di partecipare.
Nel tempo, attorno alla libreria è nato un piccolo universo: la Book Eaters Gang, comunità di lettrici e lettori che si riconoscono in questo spirito di curiosità condivisa. E poi L’Estratto Festival, giunto quest’anno alla sua terza edizione, dal 26 al 28 settembre. L’evento rappresenta un punto di riferimento per gli amanti della cultura indipendente e per chiunque desideri far parte di una comunità che legge, pensa, discute e cresce insieme, senza spocchia ma con un immenso desiderio di scoprire.
La vocazione indipendente di Raggiungibile trova naturale espressione nel suo sostegno alle case editrici indipendenti, protagoniste dell’ultima edizione del festival. Queste realtà, spesso composte da piccoli team mossi da passione e visione, non si limitano a pubblicare libri: propongono prospettive nuove, riscattano i generi marginali e riportano alla luce autori dimenticati. Nei loro cataloghi convivono il fantastico e il weird, l’horror e la saggistica, in un continuo dialogo con ciò che è rimasto ai margini della grande distribuzione.
Accanto agli incontri dedicati a musica, cibo, laboratori e book club, abbiamo seguito con grande interesse la presentazione di Alessia Dulbecco, pedagogista e counsellor, autrice dei saggi Si è sempre fatto così! Spunti per una pedagogia di genere e Il piacere sovversivo. Breve storia sulla masturbazione. Dopo un decennio di lavoro nei centri antiviolenza, Dulbecco ribadisce quanto i pregiudizi e i preconcetti non possano essere eliminati con un singolo gesto, ma vadano riconosciuti, interrogati e progressivamente smantellati. È nel momento in cui si prende coscienza delle proprie contraddizioni che può iniziare un reale cambiamento.
Tra le realtà editoriali ospiti, Storie Effimere ha raccontato il proprio percorso, nato dall’esperienza di Silvia Amalia Di Cocco ed Enrico Pranovi. Da un progetto online dedicato a scrittori e scrittrici dimenticati, la loro idea si è trasformata in una vera e propria casa editrice. L’intento è quello di offrire spazio a voci rimaste ai margini, scommettendo sulla curiosità dei lettori e sulla voglia di riscoprire titoli inediti o perduti. In un mercato dominato dalla serialità e dalla ricerca del bestseller, Storie Effimere rappresenta una scelta di coraggio e di fiducia nel lettore attento e consapevole. Attorno a questa missione si è formata una rete viva di siti, blog e appassionati che condividono l’obiettivo di riportare alla luce libri dimenticati ma di grande valore.
La seconda casa editrice di cui abbiamo seguito l’intervento è Moscabianca, rappresentata da Federica De Gregorio, Social Media Manager e uno dei due volti nascosti dietro l’Ufficio Stampa. Nata a Roma nel 2018, la casa editrice esplora i territori del fantastico, muovendosi con curiosità e audacia tra generi spesso trascurati in Italia come il dreampunk e il new weird. L’immagine della “mosca bianca” diventa così metafora di un approccio libero e anticonformista: la capacità di posarsi ovunque, anche sui terreni più impervi della narrazione. Negli anni, Moscabianca ha contribuito a ridefinire la percezione del fantastico in Italia, sottraendolo all’etichetta di semplice intrattenimento e restituendogli dignità letteraria. Il successo di serie e saghe internazionali ha senz’altro aiutato a diffondere una nuova attenzione verso questi mondi, ma è grazie all’impegno delle piccole e medie realtà editoriali se oggi anche il weird e il new weird vengono riconosciuti come linguaggi capaci di interpretare il presente, offrendo letture di qualità fuori dal coro.
Grazie a Raggiungibile per l’energia con cui porta avanti un progetto fatto di passione e visione, grazie agli ospiti e all’Estratto Festival per averci regalato un weekend letterario di cui avevamo davvero bisogno. Ci vediamo il prossimo anno.

